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Quanto tempo occorre prima che il certificato ambientale digitale per l'acciaio diventi obbligatorio?

L'obbligo del certificato ambientale digitale per l'acciaio non entra in vigore tutto in una volta. Questo articolo spiega quali termini sono previsti nel piano di lavoro dell'ESPR e dove le aziende perdono tempo nella pratica.

Due orologi che funzionano contemporaneamente

Non c'è un conto alla rovescia verso una sola data fissa. Ci sono due orologi che funzionano contemporaneamente: l'orologio di Bruxelles, che determina quando l'obbligo entra legalmente in vigore, e l'orologio della vostra azienda, che determina quanto tempo vi occorre per prepararvi. La domanda "quanto tempo occorre" ha quindi due risposte, e la seconda è solitamente quella che conta nella pratica.

Per il primo orologio vale quanto segue: il regolamento stesso prevede atti delegati per gruppo di prodotti. Per il ferro e l'acciaio, il piano di lavoro dell'ESPR prevede che il primo atto delegato sia atteso nel 2026, e che gli obblighi entrino in vigore diciotto mesi dopo. Questo corrisponde a un periodo atteso intorno al 2028, ma questa data non è ancora definitiva. Una volta pubblicato l'atto, il termine sarà ufficiale e non più una previsione.

Cosa è già definito e cosa non lo è

I diciotto mesi dopo la pubblicazione dell'atto delegato sono un termine previsto nel processo normativo dell'ESPR per questa fase; non è un termine che varia da azienda a azienda. Quello che può variare per gruppo di prodotti è il contenuto dell'atto stesso: quali dati sono obbligatori e per quali categorie di acciaio e ferro. Su questo articolo non intende fare previsioni. Per lo stato attuale consultate il testo pubblicato su EUR-Lex o gli annunci della Commissione europea; noi lo monitoriamo e lo elaboriamo nella banca dati con le spiegazioni per argomento.

Il secondo orologio, quello della vostra azienda, è più difficile da formulare in modo preciso perché dipende dalla vostra posizione nella catena di fornitura e da come sono attualmente registrati i vostri dati. Un produttore che tiene già i certificati di materiale in formato digitale e strutturato ha una strada più breve da percorrere rispetto a un'azienda dove gli stessi dati sono ancora dispersi in PDF e e-mail.

Dove il ciclo di lavoro si blocca nella pratica

Le aziende che si preparano solitamente non si bloccano sulla legge stessa, ma su tre aspetti pratici. Il primo è la raccolta dei dati presso i fornitori che non sono ancora a quel livello; un certificato è completo solo se l'origine e la composizione del materiale sono corrette, il che richiede collaborazione lungo la catena di fornitura. Il secondo è il coordinamento con il fornitore di software o il sistema ERP: chi fornirà i dati, in quale formato e chi gestirà l'integrazione. Il terzo è il tempo necessario per adattare i contratti con fornitori e clienti, in modo che sia chiaro chi fornisce e aggiorna quali dati.

Nessuno di questi tre aspetti è qualcosa che si risolve in pochi giorni, anche se l'obbligo legale non è ancora entrato in vigore. Chi aspetta che l'atto delegato sia pubblicato inizia solo allora a capire cosa è necessario internamente, mentre questo tempo potrebbe essere utilizzato meglio per preparare effettivamente i dati e i sistemi.

Cosa potete fare già ora, senza che la data sia definitiva

Poiché la data esatta di entrata in vigore non è ancora nota, è difficile fare una pianificazione di progetto con scadenze fisse. Tuttavia è possibile già ora identificare dove siete nella catena di fornitura, quali dati avete già e quali mancano ancora. Con poche domande vedete dove siete approssimativamente, senza dover prima aspettare la normativa definitiva. Chi si chiede come otteniamo le nostre informazioni e perché forniscono indicazioni senza essere una promessa, lo legge su la pagina che spiega da dove provengono le nostre informazioni.

La valutazione finale di ciò che questo significherà per la vostra azienda specifica e quando dovrete intraprendere azioni concrete è una questione su cui un avvocato o l'autorità di vigilanza competente potranno consigliarvi al meglio. Descriviamo i termini come figurano nella verordening e nel piano di lavoro, ma non ci pronunciamo sulla vostra situazione individuale.

Risposta breve per chi ha poco tempo

Il termine legale non è ancora definitivo: è previsto un atto delegato nel 2026, seguito da diciotto mesi prima che l'obbligo entri in vigore, il che corrisponde a un periodo previsto intorno al 2028. La tempistica che avete in vostro potere, vale a dire la raccolta dei dati, il coordinamento con i fornitori e l'adeguamento dei contratti, è solitamente la più lunga e la più importante delle due.

Avete una mezz'ora e volete sapere dove siete già ora? Effettuate la quick-scan gratuita o sfogliate le domande frequenti sul passaporto digitale del prodotto per vedere quale aspetto merita per primo l'attenzione della vostra azienda.

Questo articolo è informazione generale e non è consulenza legale.