L'importo che dovete sostenere per raccogliere i dati per il Digital Product Passport non dipende da una tariffa fissa, ma da tre fattori: quante linee di prodotti avete, quanto è già completa la vostra documentazione esistente, e se svolgete il lavoro internamente o lo esternalizzate. Non esiste un importo standard applicabile a ogni azienda, perché il regolamento stesso non prescrive una tariffa — disciplina solo quali dati devono figurare nel pasaporto, non quanto costi raccoglierli.
Il punto essenziale è quindi: quanto più la vostra amministrazione attuale è già in ordine, tanto minori sono i costi. Le aziende che conservano certificati, composizioni e rapporti di prova in modo strutturato devono principalmente organizzarli. Le aziende che hanno le stesse informazioni disperse tra caselle di posta, cartelle di carta e la memoria di un dipendente iniziano dalla ricerca di quei dati, e questo richiede notevolmente più tempo.
Da dove proviene l'importo
I costi della raccolta dati consistono grosso modo in tre voci. In primo luogo il tempo del vostro personale: qualcuno deve verificare per ogni gruppo di prodotti quali certificati esistono, se appartengono al prodotto corretto, e se sono ancora validi. In secondo luogo eventuali costi esterni, ad esempio quando manca un rapporto di prova e deve essere richiesto di nuovo a un laboratorio o al vostro fornitore. In terzo luogo i costi della registrazione e dell'aggiornamento stesso, per il quale avvalete una società di servizi o una piattaforma.
Le prime due voci sono in gran parte lavoro interno e variano notevolmente da azienda ad azienda. La terza voce è quella su cui un fornitore come Ferropas può dire qualcosa di concreto: le tariffe per l'assemblaggio e l'hosting di un pasaporto sono fisse, indipendentemente da quanto sia disordinata la vostra situazione iniziale. È quindi utile distinguere chiaramente tra questi due aspetti: quanto costa mettere in ordine i vostri dati, e quanto costa farli elaborare successivamente in un pasaporto.
Tempo interno rispetto al supporto esterno
Per molte PMI, la voce di costo più importante non è il denaro, ma il tempo di qualcuno che è già occupato: un responsabile della qualità, un addetto agli acquisti, o il proprietario stesso. Il lavoro di ricerca è difficile da esternalizzare finché nessuno al di fuori della vostra azienda sa quale fornitore ha mai emesso quale certificato. L'aiuto esterno diventa particolarmente rilevante quando si scopre che mancano dati che non potete ricostruire da soli, ad esempio un certificato di composizione da un fornitore che non esiste più.
È quindi opportuno inventariare prima internamente ciò che è già disponibile, prima di coinvolgere una parte esterna per colmare le lacune. Questo evita di pagare per la richiesta di informazioni che sono già presenti da qualche parte nella vostra amministrazione.
Ciò che avete già in casa conta
Le aziende che operano come distributori o trasformatori hanno spesso già ricevuto parte dei dati necessari dal loro stesso fornitore, senza riconoscerlo come tale. Un documento di trasporto con un numero di lotto, un certificato di qualità fornito di routine, o un contratto d'acquisto in cui è indicata la qualità dell'acciaio: sono tutti elementi costitutivi. Più di questi elementi sono già disponibili da qualche parte, meno dovete spendere per raccoglierli di nuovo.
Per farvi un'idea della situazione attuale della vostra azienda, potete in poche domande vedere quali dati sono rilevanti per la vostra situazione. Ciò non fornisce un parere legale, ma offre un primo quadro dell'entità del lavoro che vi attende.
Cosa significa questo per la pianificazione
Poiché la raccolta dei dati è in gran parte un lavoro manuale, conviene non aspettare fino a quando l'obbligo diventa concreto. La data ufficiale, come descritto in precedenza su questa piattaforma, non è ancora fissa: il primo atto delegato secondo l'ESPR è previsto intorno al 2026, con obblighi che entreranno in vigore alcuni mesi dopo. Questo periodo è esattamente il momento in cui la raccolta dei dati non deve subire pressioni, e quindi di solito costa meno.
Chi vuole capire come questi dati verranno poi riuniti in un passaporto lo trova nella pagina su come le informazioni in un passaporto vengono create. Per informazioni più ampie sul regolamento stesso, sui concetti utilizzati in esso e sul ruolo della vostra stessa azienda, la banca dati con argomenti selezionati per situazione è un punto di partenza logico.
I costi della raccolta dei dati non sono quindi un importo fisso, ma il risultato di una serie di scelte: quando iniziate, quanto è buona la vostra attuale amministrazione e quanto fate voi stessi rispetto a quanto esternalizzate. Se volete sapere dove si trova la vostra azienda in questo momento, fate la scansione rapida gratuita o leggete gli argomenti più vicini alla vostra situazione.