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Quali documenti mi servono per il passaporto digitale del prodotto dell'acciaio?

Una panoramica dei documenti tipicamente necessari per compilare un passaporto digitale del prodotto per il ferro e l'acciaio, e perché il certificato di materiale è fondamentale in questo processo.

Quali documenti mi servono per il passaporto digitale del prodotto dell'acciaio?

Per un passaporto digitale dei prodotti del ferro o dell'acciaio sono generalmente necessari tre tipi di documenti: documenti amministrativi che identificano il prodotto e il lotto, documenti tecnici che registrano la composizione e le proprietà del materiale, e dati su provenienza e sostenibilità come la percentuale di riciclaggio o l'impronta di carbonio. Nel caso del ferro e dell'acciaio, un documento è chiaramente il fulcro: il certificato di materiale, noto anche come certificato di prova o certificato di ispezione.

Questo accade perché l'identità di un semilavorato in acciaio o ferro si basa quasi interamente sulla composizione chimica e sulle proprietà meccaniche. Dove per altri gruppi di prodotti una foto del prodotto o una targhetta dati dice già molto, nel caso di un profilo o lamiera in acciaio la composizione è l'unico elemento veramente distintivo. L'esatto insieme di dati che il futuro atto delegato renderà obbligatorio non è ancora definitivo. Quanto segue è una descrizione dei documenti attualmente utilizzati nel settore e che logicamente costituiranno la base del passaporto.

Documenti amministrativi: da dove proviene il prodotto

Il primo livello consiste nei documenti che ogni azienda commerciale conosce già: l'ordine d'acquisto, il documento di trasporto o la bolla di consegna e la fattura. Questi documenti registrano da quale fornitore proviene un lotto, in quale data il lotto è stato consegnato e quale quantità è coinvolta. Per il passaporto sono soprattutto importanti per collegare un lotto ai dati tecnici corretti: senza quel collegamento sapete che esiste un certificato, ma non a quale lotto appartiene.

Documenti tecnici: il certificato di materiale come elemento centrale

Il secondo livello è il certificato di materiale, solitamente redatto secondo la norma europea per i documenti di ispezione dei prodotti metallici. Questo certificato riporta la composizione chimica, le proprietà meccaniche come la resistenza alla trazione e il limite di snervamento, e spesso anche il numero di colata con il quale l'acciaio può essere ricondotto a un lotto di produzione specifico. Esistono diversi tipi di certificati, con un livello crescente di ispezione indipendente. Il tipo di certificato che ricevete dal vostro fornitore determina anche quanto completa può essere la base tecnica del passaporto. Questo è anche il dettaglio che nella pratica più spesso manca o è incompleto: i certificati sono archiviati per spedizione, ma non sempre in forma digitale e non sempre rintracciabili fino al lotto specifico che infine arriva a un cliente.

Dati di sostenibilità: provenienza, percentuale di riciclaggio e CO2

Il terzo livello è più recente per molte aziende della catena: dati sulla percentuale di materiale riciclato, la provenienza della materia prima e le emissioni di CO2 del processo di produzione. Questi dati sono solitamente forniti dal produttore o dall'importatore, non dal commerciante o dal trasformatore stesso. Per le aziende che acquistano e rivendono o trasformano acciaio, è soprattutto importante sapere che questi dati esistono già da qualche parte nella catena e non devono essere calcolati autonomamente. Chi deve farlo o meno dipende dal ruolo che un'azienda svolge nella catena; questo argomento è affrontato in modo più dettagliato in la panoramica per ruolo nella catena.

Cosa potete già preparare ora

Anche senza che gli esatti obblighi siano definitivi, è utile verificare quali di questi documenti la vostra azienda riceve già e come sono conservati. Un archivio ordinato di certificati di materiale, collegati ai lotti e ai fornitori corretti, è un lavoro comunque utile e che in seguito non deve essere ripetuto. Le aziende che hanno dubbi se la loro documentazione attuale fornisce una base sufficiente possono ricevere con poche domande una prima indicazione della loro situazione. È anche consigliabile discutere con il proprio fornitore di software se i certificati vengono già registrati in forma digitale e strutturata, o se si tratta ancora di un'operazione manuale.

Ciò che non è ancora stabilito

L'elenco preciso dei dati obbligatori, la forma in cui devono essere forniti e i termini per farlo, risulteranno dall'atto delegato che la Commissione europea deve ancora pubblicare. Non appena il testo sarà disponibile, questo articolo sarà integrato con i requisiti esatti. Nel frattempo, la preparazione più sicura è: mettere in ordine la documentazione esistente e renderla tracciabile, senza anticipare obblighi che non sono ancora ufficialmente fissati. Per conoscere la precisa provenienza di ogni dato che pubblichiamo, potete sempre rivolgervi a la spiegazione sulla provenienza delle nostre informazioni.

Avete bisogno di una panoramica concreta per la vostra situazione? Eseguite la quick-scan gratuita o sfogliate gli argomenti nella knowledge base; vi troverete anche la risposta a domande che non vengono affrontate in questo articolo, ad esempio in l'elenco delle domande frequenti.

Questo articolo è informazione generale e non è consulenza legale.